Le società “unicorno”, ovvero le startup che raggiungono una valutazione di almeno un miliardo di dollari, sono ancora poche in Italia.
Ma il mercato sta cambiando e anche il ruolo del legale cambia con esso.
L’ingresso di nuove realtà in questa categoria e la crescente presenza di investitori internazionali mostrano un ecosistema tecnologico italiano sempre più capace di attrarre capitali e competere oltre i confini nazionali.
Dal punto di vista giuridico è utile chiarire un aspetto: “unicorno” non è una qualifica prevista dalla legge, ma una definizione economico-finanziaria legata alla valutazione dell’impresa.
La vera trasformazione legale avviene quindi prima e durante la crescita.
Quando una startup apre il capitale a nuovi investitori, aumenta il numero dei soci o si prepara a operare su più mercati, la governance deve essere in grado di seguire il nuovo livello di complessità.
Patti parasociali, diritti degli investitori, aumenti di capitale, sistemi di incentivazione del management e possibili exit iniziano ad assumere un ruolo centrale.
Lo stesso accade con la proprietà intellettuale.
Per una società tecnologica, software, algoritmi, dati, licenze e know-how non sono semplicemente strumenti di lavoro: possono rappresentare una parte significativa del valore dell’impresa.
E sono proprio questi aspetti che un investitore analizzerà attentamente in occasione di un nuovo round o di una due diligence.
A ciò si aggiunge la compliance regolamentare, che varia in funzione dell’attività concretamente svolta.
Per le imprese che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale trova oggi applicazione il Regolamento (UE) 2024/1689 – Al Act, che introduce obblighi differenziati in funzione, tra l’altro, del ruolo dell’operatore e del livello di rischio del sistema.
Crescere non significa soltanto raccogliere più capitale. Significa dotare l’impresa di un assetto societario, contrattuale e regolamentare adeguato a una realtà più complessa e strutturata.
Da questo punto di vista, il ruolo del legale non è soltanto quello di intervenire quando nasce un problema, ma di costruire in anticipo una struttura societaria, contrattuale e regolamentare capace di sostenere il round, il mercato o l’operazione successiva.
Perché una startup può diventare un unicorno molto rapidamente.
La sua struttura legale deve essere pronta a crescere altrettanto velocemente.
Lo Studio assiste startup, founder e investitori nelle diverse fasi di crescita e rimane a disposizione per eventuali approfondimenti.