La legge n. 99 del 30 dicembre 2025, e il successivo Decreto-Legge n. 200 del 31 dicembre 2025 (Milleproroghe) intervengono nuovamente sulla plastic tax, confermandone il rinvio e mantenendo sospesa la sua applicazione.
Il legislatore ha scelto una linea di continuità: nessuna modifica strutturale dell’imposta ma un ulteriore differimento della sua entrata in vigore.
Il segnale è chiaro: la plastic tax resta uno strumento previsto dall’ordinamento ma non ancora operativo.
A chi interessa davvero la plastic tax
La misura riguarda in modo diretto:
– produttori di manufatti in plastica monouso (MACSI);
– importatori e operatori che immettono tali prodotti nel mercato nazionale;
– aziende che utilizzano imballaggi in plastica come parte integrante del prodotto finale.
È quindi un tema che coinvolge settori quali industria, logistica, alimentare, cosmetica, farmaceutica e grande distribuzione, anche quando la plastica non rappresenta il core business aziendale.
Dal punto di vista giuridico, è importante sottolineare che l’assenza di obblighi immediati non equivale a una cancellazione della tassa.
La disciplina resta integralmente in vigore ed è potenzialmente applicabile con un futuro intervento normativo, anche in tempi brevi.
Sul punto, la Corte Costituzionale ha più volte chiarito che la scelta di applicare i tributi con finalità ambientale rientra nella discrezionalità del legislatore, nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza.
Il rinvio dell’imposta incide quindi sulla tempistica di applicazione ma non sulla sua legittimità.
In ambito europeo, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato che le misure fiscali ambientali costituiscono strumenti legittimi di politica economica, finalizzati a orientare i comportamenti delle imprese verso modelli produttivi più sostenibili.
Questa impostazione impone alle imprese un approccio prudente: il rischio non è oggi fiscale ma organizzativo e strategico.
Quando l’imposta diventerà operativa, i margini di adeguamento potrebbero essere limitati, con effetti diretti su costi, contratti e filiere produttive.
Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.